Sardegna Liberata

Antonio Cerina Dini è una persona curiosa. Che lo faccia in qualità di studioso di geopolitica ,di giornalista o di semplice cittadino avido di informazione , il suo uso dell’arma della curiosità è sempre chirurgico e ben ponderato.

Per questo e per altre ragioni, Antonio è un profondo conoscitore  della sua terra,la Sardegna, nonché un acuto osservatore dei fenomeni storici e sociali che la attraversano: vi sono ottime ragioni,insomma, per condividere con i lettori di questo blog alcune riflessioni in forma di intervista su uno dei suoi temi preferiti,ossia il separatismo sardo.

  1. Antonio, mi pare che oggi poche persone conoscano veramente le origini e le motivazioni del separatismo sardo. Puoi provare a riassumerle per Italialiberata? ( arriva fino alla fondazione del PSAZ )
  2. Ma dunque cosa è veramente cambiato con la nascita del PSAZ ? E come si sono evolute le cose dopo di allora ?
  3. Dalla tua descrizione mi viene un dubbio. Che peso ha un movimento separatista così frazionato? Ovvero: non è che il separatismo sardo rischia di diventare una specie di “ rimorchio “ controllato dalle forze politiche nazionali?
  4. Ma se questo è lo stato delle cose,quali scenari si possono ipotizzare per il futuro? I partiti separatisti possono esercitare ancora un ruolo o sono destinati ad implodere?
  5. C’è un punto che vorrei mettere a fuoco un po’ meglio :quanto possono influire sulla situazione sarda le recenti affermazioni elettorali del separatismo catalano?
  6. Mi pare che fra le due situazioni ( quella catalana e quella sarda ) vi sia una differenza molto importante :la Catalogna è un motore economico della Spagna ,mentre la Sardegna resta una regione depressa con altissime fasce di disagio sociale. Non trovi che su questo ci sia da riflettere ?
  7. Alla fine ,mi pare che il problema principale non sia il separatismo sardo,ma la posizione di marginalità che la Sardegna assunto nella considerazione della politica nazionale.Dando per scontato il ruolo minoritario del separatismo,quale megafono possono avere oggi le istanze e le rivendicazioni del popolo sardo ?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domanda 1:

Risposta:

E improvvisamente ecco Cagliari: una città nuda che si alza ripida, ripida, dorata, accatastata nuda verso il cielo dalla pianura all’inizio della profonda baia senza forme. È strana e piuttosto sorprendente, per nulla somigliante all’Italia. La città si ammucchia verso l’alto, quasi in miniatura, e mi fa pensare a Gerusalemme senza alberi, senza riparo, che si erge spoglia e fiera, remota come se fosse indietro nella storia, come una città nel messale miniato da un monaco. Ci si chiede come abbia fatto ad arrivare là. Sembra la Spagna, o Malta: non l’Italia. Ma ancora mi ricorda Malta. Persa tra Europa e Africa, appartiene a nessun luogo. Appartiene a nessun luogo, non essendo mai appartenuta a nessun luogo. Alla Spagna e agli Arabi e ai Fenici, più di tutto. Ma come se non avesse mai veramente avuto un destino. Nessun fato. Lasciata fuori dal tempo e dalla storia.

 

David H.Lawrence “Mare e Sardegna”

 

Anzitutto volevo salutare cordialmente i lettori del blog “Italialiberata” e presentarmi,sono laureato in Scienze Politiche indirizzo internazionale,ed ho un master di secondo livello in Geopolitica e Sicurezza Globale.Avendo fatto tra le altre cose anche studi storico-politologici,sono sicuramente in grado di rispondere alle tue domande.

Volevo anzitutto specificare una cosa:Le cose che dirò d’ora in avanti non riguardano solo e semplicemente la Sardegna,ma riguardano la natura stessa dello Stato Italiano,e sono quindi d’interesse non tanto sardo,ma sono notizie e nozioni che tutti i cittadini Italiani debbono conoscere e sapere.

L’errore più grave che il lettore Italiano può fare leggendo questa intervista è considerare i fatti che racconterò,come un qualcosa di estraneo a lui,vale a dire considerare i fatti e gli eventi che racconterò come mere cronachette e battagline locali senza importanza alcuna.

Si tratta di un errore gravissimo,perché non si tratta di cronachette o di guerricciole locali,ma di eventi importantissimi che hanno determinato la nascita di due stati Europei:La Spagna e l’Italia odierne.

Prima di tutto però,nell’iniziare l’intervista volevo analizzare le riflessioni di uno scrittore Inglese David Herbert Lawrence che visitò la Sardegna durante la prima metà del secolo XX e raccolse le sue esperienze in un libro intitolato “Mare e Sardegna”,che ho riportato nell’incipit dell’intervista.

C’è qualcosa di vero in quello che scrive Lawrence?.

La mia risposta è nel contempo si e no,affermativa,ma allo stesso tempo anche negativa.

Cominciamo con lo smentire,una delle affermazioni di Lawrence,fine scrittore Inglese ma non uno storico,né un geologo.

Considerare la Sardegna come un isola spersa tra Europa ed Africa,non appartenente a nessuno dei due continenti ,fuori dal tempo e dalla storia,a mio modesto avviso mi pare assolutamente errato.

La Sardegna non si trova sul pianeta Marte,e non è né fuori dal tempo né fuori dalla storia.

Rispetto ad altre situazioni di insularità come per esempio le Isole Azzorre,le Isole Canarie,Madeira e l’Islanda  la Sardegna si ritrova  geograficamente in una situazione molto meno isolata e molto meno marginale.

Se prendiamo  il caso delle Azzorre per esempio,scopriamo che si trovano a 1403 Kilometri dal Portogallo a 906 Km da Madeira ed a circa 3.000 Km dal continente Americano.Un isolamento che non è neanche lontanamente paragonabile a quello della Sardegna.

Madeira si trova a 1000 Km da Lisbona e a 545 km dalla costa Africana,le Canarie a 945 Km dalla Spagna e a 95 Km dal deserto del l’Africa(se partiamo dall’isola più vicina.Per quello che riguarda l’Islanda è molto distante dal continente Europeo.

A paragone l’Isolamento della Sardegna benché significativo non è paragonabile all’isolamento delle altre realtà insulari che ho elencato.l

L’Isola è distante(in ordine decrescente di distanza):350 Km dalla Liguria,e dalla penisola Iberica,186 Kilometri dalle coste Toscane,160 Km dall’Africa e solo 12 Kilometri dalla Corsica

Certamente Lawrence che scriveva nel 1921,non poteva prevedere che nel 1976 gli studiosi della Società geologica di Francia stabilirono che  la Sardegna assieme con la Corsica e con l’Isola di Minorca geologicamente  fa parte in massima parte del continente Europeo e fosse originariamente unita alla Provenza,alla Toscana e alla Calabria(che in origine faceva parte del blocco Sardo-Corso).Il distaccamento della Sardegna e della corsica dal continente Europeo ha provocato due conseguenze importanti:l’apertura del “Mare Tetide” lungo il bacino Algero-Provvenzale,(il futuro mar mediterraneo) e l’innalzamento della catena degli appennini,lungo la dorsale appennino-Maghrebide

Ad eccezione della sua estrema parte Sud Occidentale,che ha ricevuto apporti anche dal continente Africano,la Sardegna è quindi geologicamente Europa,A differenza della Sicilia,che fa parte in larghissima parte della zolla Africana.

Ovviamente queste considerazioni di tipo geologico,non basterebbero a fare della Sardegna una regione Europea.Per rispondere a questa domanda bisogna porsi il quesito:La Sardegna dal punto di vista Storico,Etnico,culturale e razziale appartiene all’Europa?.

A questa domanda la risposta è senza nessuna ombra del minimo dubbio è affermativa La  Sardegna è indiscutibilmente Europa dal punto di vista della composizione etno-razziale e dal punto di vista storico.Gli Arabi giunsero in Sardegna intorno all’anno 1000 e fondarono un piccolo regno,durato solo per circa sette anni,venendo poi cacciati dalla coalizione che metteva insieme Genovesi,Pisani e Sardi,anche se le razzie dei pirati barbareschi continuarono per secoli,sino alla prima metà del diciannovesimo secolo.Niente a che vedere però con la dominazione Araba in Sicilia!.

L’Attuale presidente della repubblica Tunisina  Essebsi ha un origine Sarda,in quanto il nonno(o il bisnonno) era Sardo,ed è stato rapito dai pirati Barbareschi quando era bambino.

Dal punto di vista religioso,la Sardegna è una terra indiscutibilmente Cristiana,e  soprattutto dal punto di vista etnico e culturale  è una terra indiscutibilmente Europea,e lo confermano anche ricerche genetiche.La presenza Mussulmana in Sardegna non è storicamente paragonabile alla presenza Mussulmana in Sicilia od in Andalusia.

E’vero che esistono anche apporti genetici non Europei(specialmente tra le popolazioni del campidano),ma la popolazione Sarda è una popolazione in larghissima parte indiscutibilmente Europea che discende principalmente da Iberici e da Italici ed in nessun modo Islamica.

C’è stato un regno Arabo in Sardegna,ma tale regno Arabo è durato pochissimi anni(e su questo solo pochi anni fa sono state effettuate scoperte).Questa (peraltro molto limitata) occupazione di un piccolo lembo di Sardegna(per un periodo di 7-10 anni intorno al 1000),non fa della Sardegna un isola Islamica.

Da un punto di vista Storico, in poi,la Sardegna,è sempre stata legata all’Europa,se si eccettua un periodo di tempo estremamente breve che dura circa 80 anni in cui fece parte dell’Esarcato d’Africa(comunque retto dai Vandali di origine Europea) e successivamente a Bisanzio.La lingua Sarda presenta solo poche parole di origine Araba,ed in Sardegna le località con toponimi arabi sono relativamente poche.

Quindi non è vero ciò che scrive Lawrence che la Sardegna “non appartiene a nessun luogo e sia fuori dal tempo e dalla Storia,e non è vero che “appartiene agli Arabi”.

Specialmente ques’t ultima affermazione è senza troppi peli sulla lingua una sciocchezza bella e buona.Nonostante la Sardegna sia menzionata diverse volte nella cartografia e nei testi storici Mussulmani,essa è sempre stata Europa,è sempre stata Cristiana,o comunque(per chi Cristiano non è),è stata sempre legata al blocco continentale Europeo.Ha sempre combattuto l’espansionismo Mussulmano.I Sardi nella lotta all’espansionismo Mussulmano  sono stati sempre alleati dei Pisani,dei Genovesi e degli Iberici o hanno combattuto i Mussulmani da soli.Gli Arabi riuscirono come ho detto per un lasso di tempo brevissimo a costruire un regno in una piccola zona della Sardegna ma dopo 6-7 anni né furono cacciati.

I Sardi scelsero da che parte stare e scelsero l’Europa.

Che poi vi sia stato un corsaro di origine Sarda,che divenne sovrano di Algeri(fù rapito da bimbo e divenne il prediletto del Sultano),ciò non cambia la sostanza che la Sardegna sia Europa.Alcuni Tunisini tra cui l’attuale presidente della repubblica Tunisina Essebsi hanno origini Sarde,ci sono dei legami(specie col sud dell’Isola),che col Nordafrica hanno una certa rilevanza,ma cio’non basta per fare della Sardegna un isola estranea al continente Europeo.

Sul quesito se la Sardegna appartenga alll’Europa o all’Africa e al mondo arabo,io non ho nessuna intenzione di discuterne,perché appartiene all’Europa,senza ombra di dubbio e in questo caso la mia non è arroganza intellettuale,ma stò riportando un dato storicamente indiscutibile.

C’è però un altro quesito:La Sardegna appartiene o no all’Italia?.

Questo è un quesito che merita invece attenzione e rispetto,un quesito che va approfondito parecchio in profondità.

La risposta a questo quesito è articolata e non può essere sbrigativa.

La risposta a questo  quesito è Affermativa:La Sardegna è parte dell’Italia senza ombra di dubbio,e senza ombra di dubbio è parte del panorama storico e politico Italiano.

Attenzione però!,Non solo la Sardegna è parte del panorama storico e politico Italiano,ma ha dato origine allo Stato Italiano,cosi’come oggi lo conosciamo.Cioe la Sardegna è stata artefice statuale della fondazione dell’Italia intera!.E Non è tutto,ma ha influenzato in modo incontrovertibile la nascita di due grandi Stati Europei L’Italia e la Spagna moderne.

Com’è stato possibile?:Vediamolo un po’.

 

 

 

Prego i lettori di guardare questa prima cartina

 

Come vedete La Sardegna era divisa in 4 giudicati,4 Stati indipendenti,sovrani e perfetti detti “Giudicati”,che pur avendo una loro storia peculiare sono Stati con un origine indiscutibilmente Italiana peninsulare,difatti i loro sovrani,erano collegati con le repubbliche Marinare di Pisa  e di Genova,e si erano formati anche a seguito della vittoriosa cacciata dei Mussulmani dalla Sardegna attorno all’anno 1000,operata principalmente dalle repubbliche di Pisa e di Genova con l’aiuto locale.

Vedete :In Viola abbiamo il Giudicato di Cagliari,legato principalmente alla Repubblica di Pisa e da essa derivato.

In Rosso abbiamo il Giudicato di Gallura(che aveva capitale Olbia,chiamata anche Terranova),legato principalmente a Pisa e a Genova.

In Azzurro il Giudicato di Torres,che aveva per capitale Sassari ed era legato  principalmente a Genova,ma anche a Pisa da cui deriva il Giudicato di Arborea in Verde,che aveva per capitale la Città di Oristano(posta non lontano dall’antica Tharros) che divenne tra i quattro il giudicato più importante Arrivando ad annettere tutta  la Sardegna.

Benchè gli indipendentisti Sardi non lo possano ammettere questi giudicati hanno UN ORIGINE STATUALE PRETTAMENTE ITALICA.Anche se di Italia unita all’epoca non si poteva parlare.

Quindi abbiamo 4 giudicati:Cagliari,Torres Gallura,ed Arborea.Dal giudicato di Torres deriva quello di Arborea,che più tardi annetterà tutti gli altri stati giudicali.

Questi 4 stati divennero in tutto e per tutto stati indipendenti,sovrani e perfetti ma l’origine delle famiglie che li governavano era toscana o ligure.

E’verissimo che questo Stato di Arborea ha poi uno sviluppo storico assai differente dagli Stati Italiani esistenti nella penisola,ma la sua parabola,influenza tutta la storia d’Italia.

Com ‘è stato possibile?

Beh qui bisogna smentire Lawrence ancora una volta.La Sardegna non è scollegata dall’Italia difatti nell’anno 1297 Papa Bonifacio VII per dirimere la contesa fra Angioini e Aragonesi,per il controllo del regno di Sicilia costitui’il “Regno di Sardegna e Corsica” donandolo agli Aragonesi di Barcellona.

Vi prego di osservare ques’t altra carta.Rappresenta la situazione politica della Sardegna alla vigilia dell’arrivo dei Catalani.

Come potete vedere vi sono varie statualità,ma per semplificare molto posso dire ai lettori che la Sardegna era in pratica divisa in 2 parti.Ad influenza Pisana e Genovese.

Vedete quel Giallo?.Quel Giallo rappresentano i possedimenti dei Doria,legati a Genova.Quel viola sono i possedimenti dei Malaspina,sempre legati a Genova.In Blù il giudicato di Torres(che comprendeva anche il futuro giudicato di Arborea,che divenne poi dominante) legato prevalentemente(ma non esclusivamente) a Genova.In Nero i possedimenti del libero comune indipendente di Sassari(principalmente filo genovese).

La parte rossa,I giudicati di Cagliari e di Gallura erano possedimenti Pisani ,in Verde sono i possedimenti della Famiglia dei conti della Gherardesca sempre legati a Pisa.Malgrado la frammentazione quindi era un isola che era legata  indubbiamente(come la Corsica che era legata a Genova) al continente Italiano.

E’possibile che se la situazione fosse rimasta pacifica,la Sardegna sarebbe potuta diventare uno stato indipendente legato comunque alla penisola Italiana,oppure rimanere nel panorama Italiano,ed entrare a far parte in un ipotetica Italia unificata,che comprendesse anche la Corsica in modo diverso e certamente paritario.Ma disgraziatamente a quei tempi non esisteva ancora l’idea di un Italia unita.

 

La prima fase del conflitto(1323-1353) :Pisa e Genova contro Catalani di Barcellona e Arborensi e le prime vittorie Catalane

La conquista della Sardegna ebbe avvio con la Guerra tra Catalani di Barcellona alleati degli Arborea,contro Pisa e Genova(stavolta alleate).Il giudicato degli Arborea sotto Ugone II,desideroso di affrancarsi dalla tutela di Pisa e di Genova si alleò malauguratamente con gli Aragonesi e Pisa e Genova vennero ripetutamente sconfitte(non senza difficoltà) per mare e per terra.(Le battaglie decisive che pochi conoscono furono quella per terra di Lucocisterna(non lontano da Cagliari) e quella navale del golfo degli Angeli(una porzione del golfo di Cagliari),dove i Pisani furono sconfitti anche se con molta difficoltà e lasciarono per sempre la Sardegna.

Questa la situazione al termine della Guerra Pisano-Catalana.

Il 19 Giugno del 1324 venne firmata la pace fra i Catalani di Barcellona,e il Comune di Pisa.

I Pisani vennero cacciati da tutti i territori in loro possesso e venne creato il Regno di Sardegna.

Questo diverrà più tardi il futuro Regno d’Italia.(la parte rossa della cartina) ed è il NUCLEO FONDANTE

DELL’ATTUALE STATO ITALIANO!!.

In Rosso i possedimenti dei Catalani di Barcellona,in Blù gli Arborea(alleati dei Catalani contro Pisa),in giallo ed in viola i residui possedimenti Liguri deI Doria e dei Malaspina,ormai sardizzati e mescolati con i locali.

 

Tuttavia le speranze di Ugone di costituire un regno di Sardegna indipendente andarono frustrate,perché gli Aragonesi di Barcellona costituirono il primo nucleo del Regno di Sardegna,che poi diverrà il Regno d’Italia.

Successivamente gli Aragonesi ,si scontrarono col ramo sardo dei Doria e dei Malaspina,ma vennero sconfitti via terra nella battaglia di Aidu de Trudu.Allora Barcellona chiese aiuto a Venezia,che intervenne naturalmente in funzione antigenovese.I Genovesi furono sconfitti dai Catalani e dai Veneziani uniti insieme

Nella battaglia di Alghero che si concluse con l’occupazione Catalana della città.

La seconda fase del Conflitto:Arborea rompe l’alleanza con i Catalani e dichiara loro guerra(1353-54).

Sentendosi minacciata Arborea rompe l’alleanza con i Catalani dichiara loro guerra e si allea con Genova,il nuovo giudice Mariano V mostro’eccezionale forza e capacità militare ed organizzativa

In questa fase le truppe Arborensi alleate dei Genovesi incominciano l’occupazione della Sardegna sconfiggendo ripetutamente i catalani in diverse battaglie Alghero fù presa e ripresa da ambedue le parti diverse volte,ma nel 1369 Tutta la Sardegna ad eccezione di Cagliari ed Alghero era in mano alle truppe degli Arborea.

 

Questa cartina  rappresenta la minima estensione sinora raggiunta dall’Attuale Stato Italiano,che rischiò seriamente di sparire!.Come vedete si tratto’di un conflitto importantissimo,Non meno importante della guerra dei cento anni fra Francia ed Inghilterra,e non ebbe niente da invidiare al conflitto Franco-Inglese in quanto a durata(Il conflitto Sardo-Catalano duro’più di 70 anni,quindi non fù affatto una guerra piccola o marginale!),violenza e brutalità.

Questa cartina mostra come Oristano fosse andato vicino a vincere la Guerra contro Barcellona.Se avesse vinto Oristano,se avesse vinto Arborea,col senno di poi sarebbe stato meglio perché la Sardegna non sarebbe stata soggetta pesantemente ad altre influenze.Probabilmente sarebbe stata indipendente con ben altri sviluppi storici,politici e socio-economici  o anche unita ad un eventuale processo di unificazione Italiana,visti i legami che già vi erano con Pisa e con Genova..Quello che è importante per i non sardi,è che l’UNIFICAZIONE ITALIANA NON SAREBBE AVVENUTA COME NOI LA CONOSCIAMO.Certamente se un movimento di unificazione nazionale ci fosse stato ,non sarebbe partito dal Regno di Sardegna perché il Regno di Sardegna verosimilmente avrebbe cessato di esistere.Ma Alghero e Cagliari ressero all’assedio.

Nel Maggio 1375 Martino V muore di peste,e subentro ‘un periodo di stallo in cui gli Arborea godevano della supremazia,sulla terra,mentre gli Aragonesi avevano supremazia sul mare.

Nel 1406 gli Arborensi ripresero l’offensiva ,ma approfittando della Crisi dinastica che si ebbe nel 1408-1409,le truppe Aragonesi di Barcellona,appoggiate massicciamente da Siciliani,Napoletani e soldati di Valencia e delle Isole Baleari ,ed appoggiati politicamente dal Papa e da Venezia,sferrarono l’offensiva con un grande corpo di spedizione.Da parte sua Arborea era appoggiata dalla Francia e da molti Stati Italiani del Nord Italia tranne come ho detto Venezia.(le repubbliche Toscane assieme con Milano,Mantova e Genova si schierarono in favore degli Arborea

Quindi si può dire che in questa guerra ogni stato Italiano non resto’neutrale,ma parteggio’per una parte o per l’altra inviando anche contingenti militari!.Quindi non è vero che la Sardegna è un qualcosa di estraneo all’Italia come diceva Lawrence.

Anzi purtroppo possiamo dire che la suddivisione anche geografica degli Stati che si schierarono pro o contro la Sardegna è storicamente e geograficamente chiaramente definibile.Tutti gli Stati Italiani da Roma in giù,si schierarono in favore di Barcellona contro la Sardegna.E il Papa di Roma ebbe una responsabilità non indifferente in quanto la spedizione contro la Sardegna è stata patrocinata da Lui.Nel Nord Mantova,Genova,Milano,Pisa Firenze intervennero a fianco degli arborea,ma i contingenti che inviarono a sostegno di Oristano non furono sufficienti rispetto a quelli inviati dalla controparte.La Francia si schiero’con gli Arborea di Oristano,inviando importanti contingenti.

In particolare i Catalani i Siciliani,i Valenzani ed  i Balarini ebbero un peso non indifferente.Purtroppo,disgraziatamente ,sfortunatamente vinsero i Catalani alleati con il Papa e con le regioni meridionali d’Italia.Infatti lo scontro decisivo avvenne a Sanluri il 30 giugno 1409 e gli Arborensi,appoggiati da Francesi, Genovesi,Milanesi,Toscani e soldati di Mantova vennero sconfitti(in particolare il contingente mantovano venne massacrato).

La Situazione dopo la Battaglia di Sanluri

La Guerra continuò anche dopo la sconfitta di Sanluri,gli Arborea riportarono ancora una serie di vittorie,ma il colpo inferto dai Catalani,dai Siciliani e dai Balarini a Sanluri fù gravissimo,infatti nel 1420 quello che restava del Giudicato di Arborea fù ceduto agli Aragonesi,la guerra finiva.

 

La sconfitta degli Arborensi,porto’importantissime conseguenze storiche in Sardegna e nella penisola Iberica,e più in la anche nel continente Italiano.Elenchiamo le conseguenze principali.

 

  1. La Sardegna si trasformò da un Isola sostanzialmente legata alla penisola Italiana,ad un isola sostanzialmente legata alla penisola Iberica.Quindi per questa conclusione della guerra non vedo nessun motivo di esultanza.perchè con questa guerra NON SI E’FATTA L’ITALIA ma anzi si sono create le condizioni opposte!,e motivi di separazione storica,sociale e politica della Sardegna dal resto d’Italia,anche se paradossalmente,come per un beffardo ed alquanto strano scherzo della Storia proprio il Regno di Sardegna ha portato avanti secoli dopo il processo di unificazione Nazionale.
  2. La dinastia originaria della penisola Italiana,che governava con l’apporto della popolazione locale venne sostituita con i Catalani.(erano normali rapporti di mescolanza Sardo-Italici)
  3. Si verificò una massiccia immigrazione dalla penisola Iberica(in particolare dalla Catalogna e dal resto dell’Iberia e dalle zone d’Italia che risentivano dell’influenza di Barcellona) che modifico’profondamente la composizione etnica,la lingua,le tradizioni,le usanze e la mentalità del popolo Sardo.Vennero adottati anche simboli esteriori non sardi(come i 4 mori decapitati,che simboleggiano la rievocazione di una battaglia fra Catalani ed Islamici avvenuta in Spagna) e che sono diventati simbolo della regione Sardegna,pur non avendo con la Sardegna niente a che fare.
  4. La Guerra Sardo-Catalana ebbe ripercussioni psicologiche su entrambi i popoli Sia in Sardegna che in Catalogna.In Sardegna ebbe ripercussioni negative profonde che abbiamo ancora oggi.In particolare ha accentuato nei sardi la voglia di rivalsa dalla frustrazione subita,unita ad un negativo senso di rassegnazione,unitamente alla resistenza e all’opposizone verso tutto cio’che provviene da fuori(sia nel bene che nel male),una diffidenza verso lo straniero,che unita al senso di ospitalità e una delle caratteristiche peculiari del popolo sardo.La memoria storica collettiva sarda,ha contaggiato anche l’elemento etnico Iberico o Ibero-Sardo(ancor oggi maggioritario,nonostante l’ormai avvenuta italianizzazione) giunto in Sardegna in massima parte dopo la conquista),che ha profodne ripercussioni anche oggi a distanza di più di seicento anni da quei fatti.).
  5. In Sardegna e in Catalogna la guerra reciproca,ha portato alla distruzione reciproca di entrambe le nazioni ed alla perdita dell’indipendenza da parte di entrambe.Per la Sardegna,che era un Isola ad Influenza Italica prima della conquista,la perdita dell’Indipendenza e stata immediata.Per la Catalogna la perdita dell’indipendenza è stata la conseguenza della Guerra in Sardegna,la fine del casato regnante Catalano,le perdite umane ingentissime dovute alla guerra e all’occupazione dell’isola hanno portato al dissanguamento economico di Barcellona,alla sua debolezza politica e all’entrata della Catalogna nella sfera d’Influenza della Castiglia.Cio’ha portato meno di un secolo dopo unitamente alla cacciata degli Arabi alla formazione dell’Attuale “Regno di Spagna”.

Gli stessi Catalani guardano con vergogna e tristezza alla guerra,come un errore storico di portata incalcolabile,una vicenda in cui essi stessi non nascondono il loro senso di colpa.E’una delle ragioni per cui gli indipendentisti Catalani sostengono oggi gli indipendentisti sardi.

Tutto questo perché lo Stato della Chiesa,ha favorito la distruzione di entrambe le nazioni.

Il Papa che secoli dopo si oppose all’unificazione Italiana,secoli prima è stato responsabile della distruzione di due nazioni sovrane.(Sardegna e Catalogna)

  1. Il regno di Sardegna entra nel 1492 all’interno della corona di Spagna come entità subordinata sotto il nome di “Regnum Sardiniae” (in Spagnolo Reino de Cerdena).Segue le vicende Spagnole in tutto e per tutto sino al 1715,quando in seguito alla sconfitta Spagnola nella guerra di seccessione Spagnola viene ceduto agli Asburgo d’Austria.In questo periodo in Inghilterra si sviluppa un dibattito,in parlamento sulle isole mediterranee da occupare.Si fronteggiano due posizioni geopolitiche e strategiche opposte:quella che vuole un espansione Inglese nel mediterraneo Orientale e quella che vuole invece un occupazione della Sardegna.Inizialmente sembra prevalere ques’t ultima posizione,tan’t è vero che nei primi giorni della conferenza di Utrecht del 1713,che decide del destino dei territori tolti alla Spagna,si caldeggia un passaggio della Sardegna all’Inghilterra.

Ciò avrebbe portato ad un evoluzione che probabilmente avrebbe portato la Sardegna ad essere oggi uno stato indipendente nell’ambito del Commonwealth inglese,Quindi con una situazione socio-economica che oggi sarebbe ben diversa da quella attuale.Prevale invece l’ipotesi dell’espansione Inglese a levante e cio’porta all’occupazione Inglese di Cipro.In quanto alla Sardegna rimane di nome per 6 anni sotto l’austria(ma viene consentito all’Amministrazione di Madrid di continuare a governare).Poi a seguito di un colpo di Stato(fallito) che si propone il ritorno della Sardegna alla Spagna,viene deciso di donare(nel 1720) l’Isola ai Conti di Savoia Carignano,in modo da consentire ai Savoia di avere  un proprio regno,col sostegno Franco-Britannico.La Spagna mantiene però i titoli di Sovranità Sardi,tanto che ancora oggi Re Juan Carlos mantiene il titolo di Re di Sardegna e Marchese di Oristano,nonostante la Sardegna sia da secoli entrata o meglio rientrata, nel panorama storico-politico Italiano

Ed il Regno di Sardegna(che successivamente muterà nome in Regno d’Italia) si rende protagonista poi dell’unificazione della penisola Italiana,dopo varie vicende storiche(fra cui l’occupazione del Regno delle due Sicilie,col sostegno Inglese(regno di Napoli che poco meno di 5 secoli prima aveva favorito con entusiasmo la conquista della Sardegna,e dello stesso Stato della chiesa che aveva creato lo stesso Regno di Sardegna.).

Ovviamente i Sardi non guadagnarono nulla da tutto cio’.Cagliari era di nome la capitale del Regno,ma in realtà i centri più importanti erano Chambery e Torino,Le glorie nazionali che ebbero peso politico erano quasi tutte Piemontesi.L’inno in Sardo,venne sostituito dopo l’unificazione con un inno in Italiano,e la Sardegna non né guadagnò in termini di sviluppo se non durante il fascismo.In compenso i soldati che andavano a combattere le guerre erano prima dell’unificazione Italiana in gran parte Sardi.

Proprio per questo motivo in Sardegna visto il disinteresse e lo sfruttamento dello Stato retto dai Savoia prima e come Regno d’Italia poi,sono nati movimenti autonomisti o indipendentisti,che in qualche caso sono sfociati in motti insurrezionali come quello di Giommaria Anjoy

Per avere un certo sviluppo la Sardegna ha dovuto attendere il fascismo.

Benchè a mio avviso non si possa affatto parlare di  “colonialismo” da parte dello Stato Italiano,come dicono gli indipendentisti per ragioni politiche di comodo,e non si possa paragonare nemmeno solo lontanamente la presenza Italiana in Sardegna a quelle Inglesi,Francesi ,Portoghesi o anche Italiane in Africa,è pur vero che a causa del disinteresse di molti governi Italiani,la Sardegna è stata considerata spesso come un territorio marginale,che per ragioni di comodo,la storiografia Nazionale non ha considerato storicamente.

Anche se il Diritto Italiano parla chiaro:L’attuale territorio della Repubblica Italiana,in Precedenza regno d’Italia,Non è altro che l’antico regno di Sardegna ampliato nei suoi confini.

La Città di Sanluri,ha significativamente cambiato il suo nome in Sanluri-Stato.,questo nonostante la Battaglia di Sanluri,non venga citata in nessun libro scolastico Italiano ne’in nessuna scuola nazionale!.Nonostante lo stato abbia dato implicito riconoscimento all’importanza storica della battaglia di Sanluri.

Infatti per ovvie ragioni politiche era ben sconveniente sostenere che il Regno di Sardegna fosse stato costituito dagli Aragonesi di Barcellona,in seguito ad una sanguinosa guerra e che fosse stato per secoli un entità subordinata della Corona di Spagna.Era sconveniente sostenere che la prima capitale fù per due anni la Cittadina di Bonaria(ufficialmente prima capitale d’Italia dal 1324 al 1326),Poi dal 1326 al 1720 fù capitale la Città di Cagliari,che mantenne questo ruolo sino al 1847,anche se dal 1720 il centro politico più importante fù la Città di Torino.Durante questo periodo dal 1827 al 1836 Cagliari fu anche la sede primaria del governo,dove i Savoia si erano recati a risiedere.

Poi dal 1847 al 1861 fù capitale Torino.E a Torino rimase anche i primi anni dopo l’unificazione,sino al 1865 quando la capitale venne spostata a Firenze.Infine dal 1870,la capitale di Stato venne spostata definitivamente a Roma che è capitale tutt’ora.

 

Evoluzione storica dello stato Italiano(senza le colonie) dal 1720 in poi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E Per finire un ultima Cartina.L’Italia secondo la Natura.

Comprende le Isole di Sardegna ,Sicilia,Corsica,Malta e la penisola d’Istria che sono Italiane.I Rilevi Sardi altro non sono che una continuazione delle Alpi e degli appennini.

 

La Storiografia Italiana si concentra su episodi come la Battaglia di Legnano,che non riguardano lo sviluppo dello Stato Italiano,ma è come se stessimo parlando di Storia della Svizzera.La Battaglia di Sanluri,ben più importante nello sviluppo dello Stato Italiano non si cita affatto nei libri di storia,al massimo considerata come una battaglia in una guerra di poco conto.Guerra che invece è stata di eccezionale importanza perché ha deciso il destino e la formazione di importanti nazioni Europee.Italia e Spagna.In conclusione Lawrence è un bravo scrittore,ma la Sardegna l’ha capita solo parzialmente.Soprattutto è uno scritore  Inglese.E’chiaro che lui ha una parte di  ragione nel sostenere l’ovvietà che la Sardegna “assomiglia alla Spagna più di tutto,ma certamente non è né fuori dal tempo né fuori dalla storia.La Sardegna non è situata nel pianeta Marte e non ci abitano i Marziani verdi.

 

Domanda aggiuntiva:Ma la Storia della Toscana,Della Lombardia del Lazio?.Di Napoli?

 

Risposta:Io penso che ogni ragazzino Italiano che non sia Sardo,debba conoscere anzitutto la Storia della Sua regione e deve sapere che la sua regione era parte di uno stato indipendente,che è venuto a cadere in seguito all’annessione politica del 1861.Deve conoscere la Storia della parte d’Italia ove vive o risiede,e deve sapere come mai la statualità che esisteva dove egli vive è nata si è sviluppata ed è scomparsa.Un ragazzo Toscano per esempio avrà da studiare una storia locale ricchissima e bellissima,ma anche un ragazzo Napoletano,di Milano o di Roma avrà da studiare una storia altrettanto bella.Tutti loro dovranno studiare la storia della parte d’Italia dove sono nati,ma se si tratta di una regione diversa dalla Sardegna,dovranno anche studiare la Storia della Formazione dello Stato e dovranno studiare la Storia del regno di Sardegna  per capire come è nata l’Italia.Aggiungo che io farei studiare Storia moderna  a partire dal 14mo anno di età.Parimenti,farei studiare ai ragazzi Sardi,anche la storia delle statualità continentali Italiane.

 

Domanda:Ma insomma Antonio,non mi hai ancora detto dell’Indipednentismo…

 

Risposta:Si vi è sempre stato,più o meno visibile o nascosto.

Pensatori Sardi raffinati come Simon Mossa,sono da citare,ma all’inizio del secolo scorso prevale non tanto la corrente indipendentista ,quanto quella federalista del Partito Sardo d’Azione,di Emilio Lussu,che non vuole staccare la Sardegna dall’Italia,ma giustamente reclama  per la Sardegna un ampia autonomia.Alla fine della seconda guerra mondiale gli Stati Uniti inizialmente sono propensi a concedere l’indipendenza alla Sardegna,ma poi stabiliscono che con la Sicilia essa debba essere lasciata all’Italia.L’indipendentismo rimane vivo anche se minoritario sino alla prima metà degli anni 80 del secolo scorso.Questo anche perché molti Sardi tendenzialmente indipendentisti entrano nei partiti Italiani soprattutto nel P.C.I.

Nel 1984 nasce a Nuoro Sardigna Natzione,la prima formazione veramente indipendentista.Ma è a partire dal decennio successivo che né nascono di nuove:Indipendentzia Republica de Sardigna(Da una costola di Sardigna Natzione),il movimento indipendentista di Doddore Meloni di Malu Entu.i Nazionalisti sardi e più recentemente quelli del Fronte Indipendentista Unidu,assieme alla nota formazione di Michela Murgia,Sardegna Possibile,senza dimenticare Progress Rossomori,Unidos dell’ex forzista Mauro Pili  e tantissimi altri.Come puoi vedere ve né sono tantissimi che sono sorti a partire dal 1994 in poi,,ma in questi ultimi anni,si è avuta una nascita incontrollata di partiti indipendentisti,e i partiti indipendentisti adesso sono forza determinante.Ve né sono alcuni che rifiutano confronti con le forze politiche Nazionali Italiane altri che si confrontano e governano.E’un movimento estremamente frazionato,ma si deve aggiungere che il desiderio indipendentista va ben al di là dei partiti indipendentisti Sardi.Vi sono indipendentisti anche all’interno di coloro che ufficialmente fanno parte di partiti nazionali.Il peso politico dei partiti indipendentisti non è quindi da un punto di vista numerico esattamente quantificabile.Di sicuro però è alto e complessivamente(se parliamo di freddi numeri) maggioritario,anche perché come ho già detto si spinge ben oltre la galassia politica indipendentista

In questi ultimissimi anni abbiamo avuto una crescita esponenziale dell’indipendentismo,Il Partito Sardo d’Azione,ha modificato il suo statuto passando da partito autonomista-federalista a partito apertamente indipendentista,col congresso nazionale di Oristano del 2011,né risulta quindi che il variegato mondo separatista sia estremamente frazionato.(rispondo cosi’anche alla tua seconda domanda).

 

3.La tua terza domanda necessita di una risposta articolata.Essendo il mondo indipendentista Sardo estremamente frazionato rappresenta quasi una galassia a parte rispetto al panorama politico Nazionale.Alcuni di questi movimenti(come MLNS,e come Sardigna Natzione,o come il Fronte Indipendentista unidu) rifiutano il confronto  con le forze nazionali Italiane.Ma sono movimenti che hanno fra loro delle differenze.Altri,come i Sardisti,Unidos,o Indipendentzia republica de Sardigna

e partecipano alla vita politica regionale.Irs in particolare ha sostenuto l’esecutivo di Pigliaru,alleato a livello Nazionale di Renzi,ma i movimenti indipendentisti sono molteplici ed hanno un orientamento estremamente vario.Alla tua domanda se essi corrano il rischio di fare da rimorchio alle forze politiche nazionali.rispondo che nonostante la frammentazione non esiste un rischio di implosione  dell’idea indipendentista,anche se alcuni movimenti indipendentisti possono sfruttare l’alleanza con i partiti nazionali Italiani.

Purtroppo l’incapacità del governo Renzi,stà rendendo sempre più difficile contrastare anche sul piano della semplice logica dialettica l’idea separatista.Perchè il governo Renzi,con la sua politica decisa da poteri  sovrannazionali si stà dimostrando antinazionale nei confronti di tutta l’Italia,non solo della Sardegna.I partiti indipendentisti possono svolgere un ruolo fondamentale.Il problema è con quali partiti indipendentisti dialogare.Ve né sono alcuni che possono essere potenzialmente pericolosi per la componente Italiana o Sardo-italiana dell’Isola,ma la grande  maggioranza  di questi movimenti è(per fortuna) formata da persone intelligenti e ragionevoli,non ostili all’elemento etnico italiano o sardo-italico.(in qualche caso raro lungimiranti e brillanti).E nonostante io non sia affatto per la separazione della Sardegna dall’italia,dico che molte istanze indipendentiste sono ragionevoli e giuste.E’soprattutto per questo che non è ragionevole affrontare la questione dell’indipendenza Sarda secondo la logica del muro contro muro.

Vedere gli indipendentisti,come pastori rozzi ed ignoranti,bollare la loro idea come una follia,perché la Sardegna deve restare senza se e senza ma legata all’Italia è da folli.

Chiudere la porta al dialogo con i movimenti indipendentisti,significa mettersi una fettina di prosciutto sugli occhi per non vedere.Ci va bene Renzi?.Sta portando ricchezza alla Nazione?-

Secondo me no.Non solo ma limitatamente alla Sardegna ha avviato un processo di cessione della sovranità di alcune limitate porzioni dell’isola all’Emirato del Qatar,che può essere sia un opportunità da un lato,ma può creare situazioni estremamente pericolose dall’altro.Ci va bene

la situazione che l’UE(senza nessuna opposizione dell’Italia) sta imponendo alla Sardegna nel campo dei trasporti,con la cancellazione di quasi tutti i voli,elargiti a prezzi esorbitanti,con le compagnie aeree che fuggono dall’isola?.Certo che no!.

Ci va bene che la compagnia di navigazione Nazionale dopo aver proclamato sconti per i residenti in Sardegna,deliberatamente nasconda dal sito gli sconti per i residenti o telefonicamente faccia sapere che ancora non ci sono?.

Ci va bene,che le basi militari vengano utilzizzate dalle forze N.A.T.O e dagli U.S.A per le esercitazioni militari e le missioni di guerra,con inclusi anche esperimenti che hanno il loro effetto sul clima dell’Isola?.

Bene!,su queste ed altre questioni gli indipendentisti sardi non hanno torto!,bisogna ammetterlo,anche se si è per il mantenimento della piena unità e sovranità del territorio nazionale Italiano.Il tema della presenza N.A.T.O e della sovranità Non riguarda solo la Sardegna,ma è un problema nazionale!.Dopo Cassibile,dopo l’8 settembre noi  abbiamo ceduto la nostra sovranità agli Americani.Bisogna riprendercela,ma la rinascita deve riguardare tutto il territorio Nazionale,Sardegna compresa.Gli ultimi che difesero la sovranità nazionale furono Enrico Mattei,Aldo Moro e Bettino Craxi.

Quindi si.La Sardegna è Italia,ma per mantenerla all’interno del territorio Nazionale bisogna che tutta l’Italia si riprenda la sua sovranità.Inoltre le parti che sono definite ingiustamente marginali devono essere messe al centro,senza essere svantaggiate,altrimenti la logica conclusione è che ogni parte d’Italia andrà per conto suo.E la Sardegna certamente pur nella miopia della sua classe politica locale,le sue ragioni ce le ha.

 

5 Certamente l’avvio di un processo Indipendentista in Catalogna,può avere ripercussioni di un certo peso in Sardegna,ma non è l’unica variabile che va considerata.Certamente l’esecutivo Nazionale Renziano con le sue politiche miopi.favorisce il processo di disgregazione della Nazione.

Certamente l’avvio del processo indipendentista in Catalogna influenza sia la Sardegna che la Corsica.Sulla Corsica non mi pronuncio,perché l’intervista non è sull’indipendentismo corso(che pure governa l’Isola.).Sulla Sardegna :il processo di distacco dall’Italia non avrebbe mai potuto prendere avvio se l’atteggiamento antinazionale del governo di Roma di questi ultimi anni,non avesse preso piede.

 

  • Certamente fra Sardegna e Catalogna,la differenza di ricchezza è nettissima.Ma anche per la Catalogna in caso di indipendenza si potrebbero avere contraccolpi seri,dal punto di vista economico e politico.Se questo è vero per Barcellona lo è ancora di più per Cagliari,perché a Cagliari non esiste nessuno che potrebbe avere la forza anche culturale e politica di poter gestire uno stato indipendente,che sarebbe esposto ad altre influenze esterne,ben più temibili di quella Italiana.Non voglio allungare troppo il discorso,ma il Comunismo Italiano con le sue idee filo-terzomondiste e filo-arabe ha prodotto diversi danni ideologici in Sardegna,favorendo la concezione in alcuni ambienti,che la Sardegna appartenesse alle nazioni da decolonizzare.

Detto questo la Sardegna,non è una regione depressa secondo gli schemi tipici che coinvolgono altre aree più povere del mezzogiorno d’Italia.E’depressa ma in modo diverso da altre zone del mezzogiorno perché le dinamiche al suo interno sono diverse che dal resto d’Italia.

 

  1. Certamente:Le rivendicazioni dei Sardi,dei Siciliani,ma anche dei popoli peninsulari,a Roma vanno ascoltate,altrimenti il rischio disgregativo per la nazione esiste.Per salvaguardare l’Italia è urgente riprenderla in mano e ricostruirla dalle fondamenta ricostruendo i capisaldi ed i valori che tengono unita la nazione,sviluppando lavoro,istruzione,e ricerca.Riprendiamoci l’Italia.Ancora possiamo .Se tardiamo un domani sarà molto difficile mantenere la nazione unita.

 

Voglio salutare i lettori,mi auguro di avere offerto un quadro storico,che per quanto imperfetto e certamente incompleto sia stato in ogni caso abbastanza chiaro ed esaustivo.

 

 

 

 

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