Lezioni di francese ( anche a Pistoia )

C’è poco da raccontar frottole: la vera lezione che ci viene dalla Francia non è l’ascesa di un presidente post ideologico creato in provetta dalla finanza , nè la difficoltà della destra estrema ad attrarre l’elettorato moderatamente conservatore senza un minimo di mediazione .
Il vero insegnamento ,quello che nessuno dovrebbe dimenticare, è che una democrazia non è tale se non passa attraverso il giudizio responsabile degli elettori ,che promuovono o bocciano l’operato dei loro rappresentanti attraverso il voto. Da esso e solo da esso nasce l’alternanza o la conferma di un governo o di una ricetta politica.
Per essere chiari, i francesi hanno bocciato prima i 5 anni di Sarkosy e poi i 5 anni di Hollande, ma sono pronti a bocciare Macron con la stessa percentuale con cui gli hanno comunicato speranza ed entusiasmo: si chiama democrazia e siamo convinti che sia ancora i miglior sistema del mondo proprio perchè il popolo sovrano ,alla fine, è quello che ha l’ultima parola grazie al diritto di voto.
Mentre scrivo queste righe , tuttavia, lo spettacolo delle elezioni amministrative del mio comune ( Pistoia ) mi suggerisce riflessioni diverse , forse perchè da queste parti,come in quasi tutta la Toscana , il voto non è un esercizio di razionalità e coscienza ,ma una mera e pedissequa ripetizione di un atto fideistico. In questo modo, viene lasciata al proprio posto una classe di amministratori pubblici inetta ed abituata a camminare sul velluto dell’indifferenza, perchè sa di non essere soggetta ad alcun tipo di sindacato.
Ecco perchè dico che Pistoia e la Toscana sono governate malissimo , perchè alla fine le scelte di chi governa sono puntualmente esenti da critiche ed il voto viene vissuto come se ,anzichè esercitare un diritto , si trattasse di timbrare il cartellino alla Telekom oppure alla Ansaldo Breda.
Nossignori,non funziona così ed è per questo che sostengo il candidato del centro destra,l’ottimo Alessandro Tomasi, con l’idea appunto di punire l’operato della giunta uscente. Non si offendano dunque coloro che pensano di confermare la propria fiducia al Pd ed ai suoi candidati, perchè questa è la democrazia e soprattutto perchè a scatola chiusa, ormai , non si compra più nulla ,tanto meno un sindaco !!
Ecco perchè è utile ed addirittura indispensabile assicurare un’alternativa e pretendere di sottoporla al giudizio dell’elettorato , anche se dalle nostre parti è spesso un compito ingrato per questione di indifferenza,pigrizia ed anche talora convenienza. Noi però ci proviamo.Stai a vedere che poi, a dispetto di tutto,ci si riesce ?

Stefano Del Giudice

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