FUSIONE FREDDA

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La polemica fra Renzi e la cd. “minoranza dem” è stucchevole quanto inutile , forse perché alla fine assolutamente fasulla.
Se andiamo all’essenza della questione , infatti , quello cui stiamo assistendo non è un confronto fa due modi diversi di intendere “la sinistra” ,ma semplicemente un regolamento di conti fra le due nomenklature che avevano dato vita alla fusione fredda chiamata Pd e che oggi vivono un presente palesemente diverso dalle prospettive da cui erano partite.
Gli ex democristiani, orfani della Balena Bianca sfiocinata da Mani Pulite , erano la minoranza , i “compagni bianchi “ che dovevano comunque farsi perdonare molte cose, ma a ben guardare il Pd è stato un affare soprattutto per loro : l’avvento di Renzi ha poi completamente sdoganato il dna demitiano e margheritino , premiato in virtù di una evidente dimestichezza con le dinamiche di gestione del potere e forse anche per la capacità di arrangiarsi e sopravvivere ( e bene ! ) in mezzo a tanti post-comunisti . Dall’altra parte ,la maggioranza ex PCI,ex PDS , ex DS , era invece quella che in teoria doveva tenere saldamente in mano il timone del partito e viceversa si è fatta espropriare di tutte le rendite di posizione , fino a lasciarsi marginalizzare a colpi di Leopolda .
Sullo sfondo , fra l’arroganza degli uni e la depressione degli altri, c’è il fallimento di un progetto che ha preteso di riassumere il centro sinistra raccontandolo esclusivamente come un dialogo fra due ecclesiae ( perché questo erano PCI e DC ) ,negando invece il diritto di cittadinanza al mondo socialista ( salvo usarne abusivamente il nome ) ed al pensiero riformista di matrice schiettamente laica e radicale.
Era fatale che i nodi e l’insoddisfazione venissero al pettine ,prima o poi , e questo è avvenuto nel momento peggiore , perché la panacea della scissione , da sempre parola magica nella mitologia della sinistra , è di fatto impedita dalla paura folle di non essere rieletti che serpeggia fra i parlamentari di entrambe gli schieramenti. Del resto ,l’insoddisfazione della base è palese, specie ora che lo spessore del governo Renzi comincia ad essere messo seriamente in dubbio e gli scandali mettono in imbarazzo il parte la galassia che gli gira intorno , dalle “banche rosse” alle Coop.
E’ dunque accettabile che Renzi e D’Alema riducano tutto al tradimento vero o presunto dei valori della “sinistra “ ?
Io dico di no.
Dico anzi che l’ecclesia piddina , il consesso clerical buonista con la tonaca rossa o bianca a seconda della denominazione di origine , ha stravolto l’idea del “super Ulivo “ per creare un marchingegno di gestione del potere degno della peggiore Dc ,qualcosa che in buona sostanza avrebbe fatto invidia persino a Sbardella e Remo Gaspari messi insieme. In questo contesto, com’era in fondo prevedibile, gli ex democristiani sono stati più bravi a guadagnare posizioni ed a tenersele strette a danno dei “ soci “ : ma seriamente qualcuno poteva pensare che qualcuno potesse fare il democristiano meglio di un ex democristiano ?
Sullo sfondo,però, non c’è il Pd, ma il Paese , portato sull’orlo dell’abisso da una classe politica ripiegata su se stessa ,con poche ma confuse idee e soprattutto con l’unica convinzione di poter sopravvivere a qualsiasi cosa semplicemente gestendo il potere. Sullo sfondo, ancora, resta la grande menzogna della stagione di Tangentopoli , la giustizia sommaria per alcuni e l’amnistia sul campo per altri, ma soprattutto la grande truffa ai danni degli italiani che si bevvero la balla colossale di un golpe bianco travestito da guerra alla corruzione.
Ora siamo alle comiche finali: vincitori e vinti si tirano gli stracci ,ma facendo bene attenzione a colpirsi solo con le parole , perché la cattiva politica ,quando scopre di rischiare la poltrona , tende sempre a ricompattarsi per poter poi riprendere a “giocare”. Oggi nemici, domani alleati ,fra tre giorni di nuovo nemici e comunque legati a filo doppio da un nesso di necessità . Rottamatori e rottamati , infatti ,sono le due facce di una stessa moneta , un soldo bucato che non vale il metallo con cui è stato fuso.

Stefano Del Giudice

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